Declino

Ci sono cose che fanno seriamente riflettere. Già ieri sera passando per le strade della mia cittadina ave vo avuto questo pensiero, poi forse con il sonno, forse anche per la piacevole serata l’avevo rimosso. Poi pochi minuti fa mi è capitata una foto su facebook di quello stesso posto. Quella che fu la ex libreria Mondadori. L’unica libreria della mia città. Ora c’è una birreria,  l’ennesima. In pochi metri, nemmeno in quella stessa stessa  zona ci sono almeno altri due pub, un’altra birreria e due bar e probabilmente ne ho anche dimenticato qualcuno.

Ma tornamo al tasto dolente, la libreria. Io ho trascorso la mia adolescenza in quella libreria. Ho comprato lì il mio primo Anne Rice, ho comprato il mio Milton. Ho passato tantissimo tempo a sfogliare le pagine e  a scegliere libri che avrei voluto mi fossero regalati o che avrei potuto comprare appena fossi riuscita a mettere abbastanza soldi da parte. Ho conosciuto persone che fanno ancora parte della mia vita. Le ho conosciute nella libreria e le ho conosciute anche grazie a i libri che ho comprato lì.

Ora c’è una birreria. Una birreria. Ecco, forse questo è  il manifesto della società contemporanea. Non c’è più spazio per la cultura evidentemente.  Non c’è più spazio per niente che possa mettere in moto il cervello, per chi un cervello suo ancora ce l’abbia e non l’abbia affogato in quell’altro aggeggio malefico che è il televisore. Stendiamo  per favore un velo pietoso. Un libro apre le menti, spiluppa la fantasia, ti porta in nuovi mondi,  ti trasforma per alcuni istanti in qualcuno che non sei, ti lascia vivere un’avventura che nel mondo reale non avresti mai potuto vivere. I libri insegnano, alcuni dei valori, alcuni a pensare, altri culture differenti dalle tue, altri ad apprezzare e  conoscere qualcosa di diverso. Addirittura i libri ti insegnano a pensare. Un libro apre la mente. L’alcool invece la spegne, non ditemi il contrario. C’è chi beve per dimenticare e chi beve per non pensare, i libri ti insegnano anche questo. A prescindere da questo,  questa, chiamiamola così, licenza, sappiamo tutti che l’alcool ha l’effetto di annebbiare la mente,   rallenta percezioni e reazioni, compromette le capacità di apprendimento e comprensione e bla bla  bla…  Non siamo in una lezioncina morale e nemmeno per de monizzare la birra (ci mancherebbe), quindi ci fermiamo qui.

Fatto sta che il concetto resta. E onestamente mi fa rabbia, ma anche tanta tristezza. Insomma è questo  il futuro che ci aspetta? Sempre meno libri e più automi, zombie umani che però i cervelli, quelli veri, nemmeno sanno che cosa siano.

C’è un’ignoranza dilagante, è questo  il punto.  Non meravigliamoci poi se non sanno nemmeno parlare, le nuove generazioni. Se non sanno nemmeno chi sia madonna Grammatica., se non sanno usare un congiuntivo, se usano  o al posto di ho,  e se scrivono avvolte invece di a volte. Ma poi forse è il meno. Magari non sanno nemmeno chi è Primo Levi e  che il Grande Fratello non è solo un reality, tanto per dirne una, anche se poi li vedi che si  atteggiano ad intelletualoidi  e donne e uomini di mondo.

Ok, forse sto anche esagerando. Un po’ è anche il fastidio a parlare e nemmeno voglio atteggiarmi a far filosofia quindi la chiudo qui. Però  una doma nda ve la faccio, vi chiedo  voi cosa ne pensate,  del perché una libreria debba chiudere e lasciare il posto all’ennesimo pub/bar/birreria/quellocheè, per mera curiosità, niente di più niente di  meno.

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