Ciclo: Orrori dagli Abissi -H. P. Lovecraft e il Necronomicon (pt.3 La Cerimonia)

Attenzione: questo articolo contiene spoiler. Tuttavia può essere un pratico approccio per chi vuole affacciarsi al mondo di Lovecraft e vuole prendere visione a grandi linee di quello che troverà all’interno. Vi consigliamo, in ogni caso, la lettura dell’opera originale

Ed eccoci al terzo appuntamento con questo ciclo che ho deciso di lanciare con cadenza settimanale, forse perché almeno così potrebbe dare la parvenza di un appuntamento fisso, almeno per qualche mese. A dir la verità non ho mai tenuto una rubrica ad appuntamento fisso su questo blog, ma a conti fatti mi sembrava una cosa carina. Ed ora andiamo avanti. Il racconto di oggi è quello dal titolo La Cerimonia (The Festival in inglese) scritto nel 1923.

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I racconti del Necronomicon. Ediz. integrale
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L’inizio del racconto appare, rispetto a quelli precedenti, tutto sommato tranquillo. Il protagonista si muove in direzione di Kingsport per la celebrazione dell’antico rito di Yule che i sui antenati si tramandano di generazione in generazione. Yule è quella festa che poi i cristiani hanno successivamente con quella più celebre del Natale. Tuttavia, poiché non siamo qui a descrivere le origini di Yule, ma solo a riferirci a come essa venga trattata in questo racconto rimandiamo questi riferimenti a un prossimo articolo.

Dunque dicevamo, il protagonista deve recarsi a Kingsport per assistere alla celebrazione di Yule, così come richiedono le tradizioni della sua famiglia. Il viaggio procede tranquillo, ma quando il protagonista raggiunge la città questa gli appare… stranamente deserta. Qui abbiamo i primi momenti di inquietudine che però si dissolvono di fronte all’amabile vecchietto che gli apre la porta. Almeno all’inizio, perché poi quei tratti così amabili e gentili paiono quasi più simili a una sorta di maschera. Il vecchio indossa un mantello scuro e lo stesso fa fare alla moglie, quindi insieme al protagonista lasciano la casa per dare inizio alla cerimonia vera e propria. Risalgono la collina insieme ad altri che sembrano essersi riversarsi nelle strane e poi scendono all’interno di essa in un percorso che forse ricorda un po’ quello della Città senza nome. Qui l’atmosfera comincia letteralmente a diventare più inquietante, a partire dalla cerimonia stessa, proseguendo per il grande fuoco di colore verde fino a quelle strane creature dalle zampe palmate e grosse ali che i presenti prendono a cavalcare per essere condotti chissà dove. Ed è qui che il protagonista cede. Non vuole più andare avanti, non vuole proseguire, non vuole scoprire quali siano gli orrori che potrebbe trovare continuando ad andare avanti. Lo ritroveranno il giorno dopo e si risveglierà in una Kingsport diversa da quella che aveva visto la sera della cerimonia. Eppure quegli eventi restano impressi nella sua mente.

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Byakhee
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Ora, come possiamo ben vedere non è affatto facile descrivere un racconto tanto sintetico in ancora meno parole cercando di non svelarne completamente la trama. Ho cercato di evitare di focalizzarmi troppo sui punti focali. Tuttavia c’è da dire che da questo momento l’universo che raccoglie questi racconti comincia a essere ben delineato. È un mondo nel mondo, nel senso che sebbene appartiene a una realtà che ben conosciamo, la nostra, comincia ad avere degli elementi suoi propri e ben caratterizzati. Come già abbiamo detto precedentemente la lunga discesa nelle viscere della terra era già presente ne La Città Senza Nome e anche la creatura possiamo ricollegarla a quella presente ne Il Cane sebbene questa volta possiamo vederla. O meglio, il protagonista può vederla, la descrive in realtà anche abbastanza sommariamente: si muove come un essere quadrupede ma le zampe anteriori sono sostituite dalle ali membranose, un po’ come quelle di un pipistrello, mentre quelle posteriori sono palmate. È una creatura di cui egli ha orrore tanto di rifiutarsi di portare a termine il rituale e cavalcarla. E nuovamente compare il tomo del Necronomicon, prima il protagonista lo trova nella casa del vecchio, insieme ad altri libri maledetti e in seguito è proprio da quel libro che viene fuori il rituale che i presenti della scena si accingono a compiere. E ancora il tema dell’incubo, perché anche qui, come nei racconti precedenti il protagonista sarà tormentato da questi ricordi. Ma a parte ciò è proprio l’ambientazione esterna, ovvero il New England, che diventerà quasi un topos dei racconti successivi.

Dal mio punto di vista, forse, l’ho trovato un po’ meno eccitante dei racconti precedenti, forse perché gli eventi principali sono stati collocati tutti in un momento clou, dovuto probabilmente anche alla brevità del racconto stesso, mentre in quelli precedenti il crescendo si avvertiva sin dalle prime righe.
Non so dirlo ad essere onesta. Forse semplicemente non ero io nel mood.
In ogni caso, vi saluto e vi do appuntamento a giovedì prossimo, con il racconto successivo Il Successore. Non mancate 😉

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